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Dal 10
gennaio 2005 sono entrate in vigore le nuove disposizioni legislative sul fumo
che vietano, in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati,
aperti al pubblico o ad utenti, dove non siano previste zone
separate dal resto del locale, munite d'aspiratori d’aria e
recintate da muri sui quattro lati.
Una legge
molto rigida voluta dal ministro della salute Sirchia.
Obbiettivo, la lotta del fumo passivo, carico di almeno 50
sostanze tossiche, grande comprimario di varie forme di
tumore, specie ai polmoni. Si vogliono difendere soprattutto
le fasce più deboli della popolazione, donne in gravidanza e
bambini.
Niente più
tabacco in tutti i locali pubblici e privati dove entrano
pubblico e utenti. Fanno eccezioni oltre gli spazi all’aria
aperta, la propria abitazione e i luoghi con impianti di
ricicli d’aria. Entrano nel circuito “no smoking”, dunque,
studi professionali, parrucchieri e estetisti,
assicurazioni, banche, agenzie immobiliari, supermercati,
imprese industriali e artigianali, circoli privati, spacci,
alberghi, agriturismi, palestre, ristoranti, sale bingo,
videogiochi.
Ovunque
deve essere esposto in bella evidenza il cartello con la
classica barra rossa e il nome della persona incaricata di
vigilare sul rispetto della legge. Il trasgressore rischia
multe da 27,5 a 275 Euro che vanno pagate con diverse
modalità. Le sanzioni possono raddoppiare se la violazione
avviene in presenza di donne incinte e bambini inferiore ai
dodici anni.
Chi non fa
rispettare i divieti e non denuncia il cliente trasgressore
rischia sanzioni da 220 a 2220 Euro. La multa può essere
fatta da vigili urbani, polizia, carabinieri. Nei locali
aperti al pubblico è il titolare o un delegato a controllare
chi fuma, ma spetta alle forze dell’ordine dare le multe.
Fatta questa premessa, passati
ormai tre anni dalla data di entrata in vigore della legge,
possiamo sostenere che il suo punto debole è stato fin
dall’inizio la questione del controllo e delle sanzioni che
ne dovrebbero derivare dal mancato rispetto della stessa.
Infatti, non è difficile
ritrovarsi in locali notturni, specialmente discoteche e
music pub, dove la sigaretta gira indisturbata da una mano
all’altra, magari solo per qualche tiro, magari con qualche
timore in più rispetto a prima, ma pur sempre indisturbata.
Di giorno poi il fatto può risultare ancora più fastidioso.
Immaginate la scena realmente accaduta ad una signora che si
trovava in un piccolo negozio d'acconciature. La moglie del
parrucchiere, impegnato nel frattempo ad effettuare il suo
taglio, accendeva e spegneva sigarette incurante della sua
presenza. Ma a chi spetta il controllo per il rispetto della
norma in questi casi? Cosa è meglio fare quando si assiste a
episodi del genere? E’ utile chiamare le forze dell’ordine
per fare presente la violazione della legge?
All’ultima domanda rispondo
con un caso segnalatomi da un cittadino che frequenta
occasionalmente alcuni dei numerosi locali notturni presenti
a Torino. Mi raccontava che spesso sono frequentati anche da
componenti delle forze dell'ordine o da altri soggetti che
dovrebbero essere garanti di questa legge. Molto
spesso anche loro fumano tranquillamente, senza paura
d'essere richiamati per la loro violazione o sanzionati, da
parte dei loro stessi colleghi. Avete mai sentito d'un
vigile urbano che multa un suo collega perché in auto non
indossa la cintura di sicurezza? Senza controllo e senza
sanzioni la legge è come se non ci fosse!
Claudio Zitoli |