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Alla fine degli anni sessanta,
fu approvata una legge che rendeva obbligatoria
l'assicurazione su tutti gli autoveicoli circolanti, la
cosiddetta RC AUTO. Le motivazione che portarono il
legislatore a varare tale provvedimento furono importanti ed
urgenti. Il rapidissimo aumento dei veicoli circolanti sulle nostre strade ed
il conseguente incremento delle controversie fra
automobilisti per incidenti stradali.
Attraverso questo provvedimento legislativo
si raggiunsero due
obiettivi. Da una parte, si voleva tutelare gli interessi dei
danneggiati ad essere pienamente risarciti. Dall’altra
si desiderava garantire gli automobilisti a non dover rispondere con
il patrimonio personale alle richieste dei danneggiati.
Quindi, possiamo affermare che
l’assicurazione RC AUTO ha una valenza sociale di
fondamentale importanza. Dunque, è interesse generale che il
sistema RC AUTO, nei suoi molteplici aspetti, possa
funzionare in maniera efficace e trasparente, trovando un
equilibrio economicamente sostenibile e vantaggioso sia per
le imprese che per gli utenti.
La polizza RC AUTO permise anche al
settore assicurativo di svilupparsi. Un automobilista mentre
andava a pagare la polizza auto veniva informato che poteva
anche assicurare la propria casa, tutelarsi contro gli
infortuni, crearsi una rendita. Così,
le persone interessate sottoscrivevano nuove polizze facendo
crescere il fatturato del settore.
I lavoratori che più si sono impegnati a
sviluppare il settore assicurativo sono stati sicuramente
gli "Agenti Generali". Proverbiali sono le doti di tenacia,
determinazione, dedizione al lavoro presenti in questi
professionisti, così come la loro loquacità. Essi sono
sempre stati l’anello di congiunzione tra
imprese assicurative ed utenti. Attraverso le loro strutture
periferiche composte da dipendenti, collaboratori, subagenti rispondono direttamente ad ogni esigenza degli
assicurati.
Il loro valore economico,
sociale e culturale insieme alla capacità di portare un
contributo alla crescita ed all’evoluzione del nostro
paese,
dimostrando maturità ed indipendenza morale, è oggi
fortemente minacciato a seguito dell’incrinamento del
rapporto tra questi lavoratori autonomi con le imprese d'assicurazione.
Le compagnie assicuratrici stanno
cercando di imbrigliare in tutti i modi, con le trovate più
bizzarre, le reti di distribuzione che fino ad ieri avevano
definito e considerato come “proprie”. Negli ultimi anni,
sulla base di questa presunta “proprietà”, le compagnie
d'assicurazioni hanno trasferito, sulle agenzie un’enorme
massa di lavoro amministrativo e gestionale sgravandosi dei
relativi costi e riducendo il personale dipendente.
Contemporaneamente, hanno anche ridotto le provvigioni agli
agenti e di conseguenza ai loro collaboratori. L’arroganza perpetrata grazie ad “ingegnose trovate”
è ovviamente figlia d'una posizione dominante. Possono fare
questo perché sanno d'avere "il
coltello dalla parte del manico” in quanto la
maggior parte degli agenti sono monomandatari, cioè
non possono commercializzare polizze d'altre compagnie.
Di fatto il sistema delle
agenzie è al collasso mentre quello delle imprese, riportato
dai loro stessi bilanci pubblici, è da anni una macchina di
utili sempre più crescenti per gli azionisti e foriero
d'ulteriori positività.
Tutte queste problematiche da
tempo latenti nel sistema si sono acuite nel momento in cui in
Italia viene introdotto il nuovo Codice delle Assicurazioni
(2005), s'aggrava con l’emanazione del regolamento ISVAP
(2006) e deflagra a seguito dei due decreti Bersani
tramutati in legge il 4 Agosto 2006 con il n°248 ed il 2
Aprile 2007 con il n°40. Successivamente, la situazione è
diventata particolarmente bollente fra gli Agenti e le
Compagnie nel febbraio del 2007 con l’introduzione
dell’Indennizzo Diretto e, a seguire, nel luglio dello
stesso anno con i questionari d'adeguatezza.
Per fortuna sta entrando in
vigore una nuova normativa. Finalmente, potrebbe aprirsi
per i consumatori un’alba fatta di trasparenza e
professionalità. Infatti, l’agente generale si sta liberando da
"lacciuoli" di tipo monomandatario.
Potrà consigliare e
fornire al suo cliente la polizza che, alle stesse
condizioni, risulta la più vantaggiosa
economicamente. E questo non per la sola
la RC AUTO!
Questa nuova libertà
professionale degli agenti viene ostacolata
da quasi ogni compagnia assicurativa, perché potrebbe
causare loro negative migrazioni dell'attuale clientela.
Questo potrebbe
tradursi in un disastro anche per i loro positivi bilanci.
Oggi, tutte le
compagnie pensano, soprattutto, a difendere le loro rendite di
posizione. Quasi nessuno pensa che forse la soluzione migliore per
tutti potrebbe essere ridurre
le tariffe agli utenti per essere più competitivi. Insomma,
creare un vero mercato assicurativo in libera concorrenza.
La speranza di tutti è che, a
fianco della professionalità richiesta agli agenti, ci
possa essere finalmente una vera competitività tra le compagnie
assicurative. Questo per offrire maggiori benefici
economici ai consumatori, ai lavoratori del settore
assicurativo ed al "Sistema Paese" nel suo insieme.
Antonio
Zottoli |